Nella disciolta leggerezza dei preamboli (Al Teatro Petrolini.Roma, "Per sole donne" di C.Scillamà)

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Scritto da Vincenzo Sanfilippo   

 

Teatro         Comicità da pensare

NELLA DISCIOLTA LEGGEREZZA DEI PREAMBOLI

“Per sole donne”di Carlangelo Scillamà.Regia di Sara Calanna
Con  Pierre Bresolin & Gloria Gulino.Teatro Petrolini di Roma
Prod. SNAD.

 

Lo spettacolo, inserito nella Rassegna di teatro comico sul tema “La coppia...e dintorni”, mette mano alla singolare rivisitazione di un argomento che è motore inesauribile di quella infinita poliedricità  incentrata sulle particolari trasgressioni o  variazioni erotiche sul tema  voluttuoso del boudoir.
 Il filo conduttore del delizioso testo di Carlangelo Scillamà è riassumibile nel detto: “divertitevi, ecco l’essenziale; ma fuggite con cura l’innamoramento”, cui si prestano ad interpretare, con molta abilità e in modo  brillante, Pierre Bressolin, nel ruolo di un prestante gicolò che riceve per appuntamento nella sua garsonniere dall’atmosfera malsana, piccanti signore generose; e Gloria Gulino  nel ruolo di una di queste citate signore  “ in carriera” e in crisi di astinenza, che sceglie, imperturbabile, la scorciatoia della “trombata” a pagamento per soddisfare il suo corpo col solo piacere sessuale.

La bella  e frizzante regia di Sara Calanna rivisita il testo con disciolta leggerezza di preamboli sessuali, tale da suggerire, senza mai arrivare al  “dunque”, ad un sensuale, quanto  umoristico erotismo verbale, giuoco d’una continua,  pudica seduzione corredata, da parte della donna, da avance, sospiri, occhiate languide. “Vorrei, ma non posso, ancora non sono pronta, forse dopo”, titubanti ritrosie che palesano una sottesa conflittualità nei rapporti inter-individuali.
 Nel  susseguirsi dei  quadri scenici, il contrasto tra pretenziosità, ostentazioni di focose prestazioni e, dunque, di miseria morale, crea le forme più immediate di umorismo, sfocianti, appunto, nel divertimento e nel riso. I rimandi celati nel sottotesto scritturale di Scillamà alzano il diaframma sui pudori e  sembrano giungere ad una sorta di sottaciuta denuncia esistenziale.

Sono le trasgressioni dell’erotismo extraconiugale, i matrimoni aperti, dove la sessualità femminile sembra apparire finalmente più libera da atavici sensi di colpa. Emerge però uno spaccato di vita, ora divertente, ora esasperato e anche imbarazzante riguardo le stranezze, i tortuosi percorsi mentali, protesi verso goliardiche invenzioni. Percorsi che l’autore ha filtrato dalla realtà variegata di quell’universo femminile costretto all’astinenza sessuale; probabilmente perché sopravvivono i mille e mille tabù che accompagnano i pudori di una sessualità considerata ancora illecita.
 Spettacolo ben costruito, ben recitato e molto gradito dalla platea romana
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